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Non è inusuale scambiare o usare indifferentemente i termini di “attacco cardiaco” e “arresto cardiaco”.

Ciò che in prima battuta sembra esprimere lo stesso concetto, in realtà nasconde due situazioni ben diverse fra loro, che richiedono un poco di approfondimento. Per fare chiarezza, sinteticamente possiamo dire che quando siamo di fronte ad un arresto cardiaco improvviso (A.C.I.) il cuore sta funzionando in maniera anomala ed inefficace. Quando siamo invece di fronte ad un attacco di cuore, a monte c’è un problema legato alla circolazione del sangue

L’arresto cardiaco improvviso (A.C.I.)

Parliamo di arresto cardiaco improvviso, o morte cardiaca, quando il cuore subisce una anomalia legata agli impulsi elettrici: il problema si verifica nel momento in cui il cuore smette di battere improvvisamente. Di conseguenza il cuore non assolve più alla sua funzione di pompare il sangue attraverso il corpo. Immediata ripercussione si ha sul cervello che non riceve più ossigeno ed il perdurare di questa condizione è generalmente fatale, a meno che sia immediatamente trattata. 

Quali sono i sintomi

L’A.C.I. è quasi sempre asintomatico, ovvero non è preceduto da sintomi che possano farne prevedere l’evoluzione, Lo scenario tipico è quello di una persona che improvvisamente perde i sensi, cade a terra e resta inanimata. Di fatto siamo in presenza di un arresto cardiaco quando la vittima è:

  • incosciente e non risponde agli stimoli
  • non respira oppure non respira normalmente (il cosiddetto respiro agonico o gasping)

Come reagire?

Il fattore tempo è essenziale: ogni minuto che passa senza una rianimazione cardiopolmonare (RCP) precoce ed una defibrillazione significa la perdita di circa il 10% delle possibilità di sopravvivenza.

Chiamare immediatamente il sistema delle emergenze (1-1-2) ed avviare subito la RCP sono essenziali, oltre – sicuramente – ad avere a disposizione un defibrillatore (per saperne di più: https://four.srl/caratteristiche-e-specifiche/).  Solo grazie al defibrillatore il cuore può essere defibrillatore e riprendere la sua normale attività nella gran parte dei casi. Lavorare in squadra, con altre persone che collaborano, permette inoltre di ridurre al minimo i tempi morti tra una sequenza e l’altra. Questo significa in definitiva aumentare ancora di più le chances di sopravvivenza. 

Avere vicino a sé un defibrillatore è perciò un’ottima forma di investimento sulla sicurezza delle persone: circa l’80% degli A.C.I. avviene mentre si sta a casa o al lavoro. Allora, perché non proteggere questi luoghi? Per approfondire: https://four.srl/condomini-cardioprotetti/

Defibrillatore Powerheart G5 Cardiac Science

L’attacco di cuore

E’ ciò che comunemente viene chiamato come infarto, meglio dire infarto del miocardio: accade quando il flusso di sangue al cuore improvvisamente si ferma. La causa di questo blocco della circolazione è normalmente dovuta da coaguli che bloccano il normale flusso. In presenza di una prolungata assenza di flusso di sangue al cuore i danni possono seriamente danneggiare l’organo, con sequele che possono essere fatali.

Quali sono i sintomi

A differenza dell’A.C.I. che, come abbiamo visto sopra, è asintomatico, in caso di attacco cardiaco diversi sono i sintomi che possono dare un allarme. Tra di essi citiamo i più frequenti:

  • Il dolore al petto (spesso riconosciuto come se il petto fosse strizzato o schiacciato da un oggetto pesante)
  • Il dolore può ulteriormente estendersi anche ad altre zone del corpo
  • il respiro è corto
  • una generale sensazione di debolezza o stordimento
  • uno stato di ansia accentuata

La combinazione dei vari sintomi indica un attacco di cuore.

Come reagire?

In caso di sintomi come sopra indicati, non esitare a chiamare il sistema delle emergenze (1-1-2), informandoli della situazione. Ingerire una compressa da 300 mg di aspirina per fluidificare il sangue può anche aiutare (a patto che la vittima non sia allergica all’aspirina).

La relazione tra arresto cardiaco e attacco cardiaco

Benché siano casi molto diversi fra di loro, l’arresto cardiaco e l’attacco di cuore sono legati tra loro: può infatti verificarsi un arresto cardiaco dopo o anche durante un attacco di cuore. La rapidità di reazione ed un defibrillatore a portata di mano significano salvare delle vite.

 

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