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Il cosiddetto “decreto Balduzzi”, provvedimento del 2012 che prende il nome dall’allora Ministro della Salute Renato Balduzzi, è noto perché ha introdotto in Italia l’obbligo della dotazione di defibrillatori semiautomatici, i DAE, nei centri sportivi.
In realtà, in quel decreto si suggerisce anche ad ambulatori e strutture sanitarie o socio-sanitarie, pubbliche e private, di dotarsi di un defibrillatore. Tra questi anche gli studi dentistici. Detto quindi il motivo numero uno, vediamo quali sono gli altri due motivi per cui uno studio dentistico dovrebbe diventare “cardioprotetto”.
Il secondo motivo riguarda la natura del lavoro. Ogni giorno si effettuano cure sui pazienti, a volte anche di persone che non dichiarano di avere problemi cardiaci (o lo ignorano) e può capitare che ci siano delle emergenze mediche, tra cui anche l’arresto cardiaco.
Terzo motivo riguardo l’uso dell’anestesia, che in rari casi può avere effetti collaterali. Del resto tutti i tipi di anestesia comportano dei rischi.
Ogni dentista e ogni studio medico dovrebbe poter far fronte a ogni evenienza, per il bene dei pazienti.
Four ha previsto speciali sconti per gli studi dentistici che vogliono dotarsi di DAE e formare il proprio personale: per scoprire quali sono queste particolari condizioni riservate, scrivici.

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