Il nuovo magazine online “The Food Gazette” ci ha chiesto un contributo per spiegare il progetto Sicurezza a tavola. Questa la trascrizione dell’articolo:

Sicurezza a tavola: i 5 motivi per cui il rischio è maggiore per i bambini.

Il progetto “Sicurezza a tavola”, una serie di corsi organizzati da Four Srl presso ristoranti, bar e mense (scolastiche o di lavoro) ha un duplice obiettivo: prevenire gli episodi di soffocamento, grazie alla corretta preparazione del cibo, e rimediare laddove si presenti un caso di ostruzione da cibo, grazie alle manovre giuste e tempestive. Nel percorso di Sicurezza a tavola è prevista anche la parte di formazione sul primo soccorso, la rianimazione e l’uso del defibrillatore (BLSD) in caso di bar, ristorante e mense cardioprotetti.

La maggior attenzione è rivolta ai bambini. Perché? Come si legge nel documento “Linee di indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica” che si trova sul sito del Ministero della Salute, tutte le linee guida sono concordi nell’affermare che la fascia di età in cui i bambini sono esposti a un maggior rischio di soffocamento da cibo è quella tra gli zero e i quattro anni.

L’elevata incidenza di episodi di soffocamento è dovuta a 5 caratteristiche psico-fisiologiche del bambino:
1 – le vie aeree sono di diametro piccolo e forma conoide (fino alla pubertà);
2 – la scarsa coordinazione tra masticazione e deglutizione dei cibi solidi (che non è innata come per i liquidi);
3 – la dentizione incompleta (i molari, necessari per ridurre il cibo in un bolo liscio, crescono intorno ai 30 mesi);
4 – la frequenza respiratoria elevata;
5 – la tendenza a svolgere più attività contemporaneamente (mangiano mentre corrono, giocano, parlano o guardano la
TV, tablet e così via).

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