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Uno dei doveri principali di un leader è quello di saper motivare il proprio team nel modo corretto, fissando le giuste regole per raggiungere il risultato.

 

Un vero leader non può essere semplicemente “il capo” di un gruppo, ma deve rappresentarne anche l’anima, lo spirito e il collante. Per questo motivo, fra i suoi compiti principali c’è anche quello di saper dare la giusta motivazione alle persone che lavorano con lui. Quella che siamo abituati a chiamare motivazione, al lavoro o nelle attività sportive, passa anche per una valida serie di regole e una sufficiente dose di disciplina, indispensabile per gestire correttamente un gruppo di lavoro.

Julio Velasco sarà a Milano il 24 novembre, per parlare di leadership e management. Non perdere l’occasione, iscriviti subito!

 

La motivazione secondo Julio Velasco

Il celeberrimo coach e motivatore ci racconta di avere una regola maestra, portante per tutta la sua strategia di coachin: non si molla mai. In termini sportivi il messaggio è facilmente comprensibile: tutte le partite, comprese quelle meno rilevanti, si giocano per vincere, come se fossero finali. La stessa strategia deve essere applicata anche nel mondo del lavoro, dova sappiamo le dinamiche essere più complesse e meno dirette, e dove si può tradurre semplicemente con la richiesta di dare il massimo a tutto il team, quantomeno nei momenti di maggiore importanza per i risultati.

 

Poche regole, ma da rispettare fermamente

I momenti complicati accadono: “possiamo avere una brutta giornata, possiamo giocare male. Ma non si molla”. Analogamente, nel mondo del lavoro, anche nei momenti più complicati, l’importante è non perdere la motivazione e la volontà di arrivare al risultato. Il dovere del leader è quello di fare sì che il team rispetti quelle regole e le segua con il giusto spirito. Per ottenere questo risultato, Julio Velasco mette in campo due linee guida:

  • Prima di tutto, le regole devono essere poche, per permettere alle persone del team di focalizzarsi meglio e di concentrarsi maggiormente sul rendimento e sul lavoro.
  • Secondariamente, però, proprio perché le regole saranno poche, devono essere osservate e rispettate con rigidità: “Sono sacrosante”.

 

Non ci sono alibi

In una squadra o un team ben costruito non ci devono essere alibi: quando si cercano giustificazioni si abbandona la mentalità vincente che contraddistingue un gruppo di lavoro di successo. Questo è possibile anche e soprattutto abbandonando il processo di demonizzazione degli errori: “gli errori sono parte dell’apprendimento”. Devono, cioè, essere sfruttati in ottica costruttiva, per migliorare nelle occasioni future.

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