039 9008863 - 344 0691479 - 348 5318780 info@four.srl

A volte avere una visione per schemi aiuta a fissare i concetti. Ecco dieci consigli per una leadership perfetta, da usare come spunti.

 

Sintetizzare i concetti in forma di schema è senza dubbio uno dei metodi più efficaci per comprenderli e, se viene fatto senza abusarne, è anche un ottimo sistema per trasmetterli. Ecco perché anche il celebre Julio Velasco, nei suoi seminari, usa spesso questo tipo di insegnamento. Ecco perché fra i suoi discorsi più celebri, oltre a quello sulla motivazione e quello sul giusto linguaggio del leader, troviamo anche questo decalogo del leader. Che riproponiamo con alcune osservazioni.

 

Julio Velasco sarà a Milano il 24 novembre, per parlare di leadership e management. Non perdere l’occasione, iscriviti subito!

 

L’allenatore non fa, convince a fare    

Un bravo giocatore non è automaticamente un bravo allenatore. Spesso, anzi, i giocatori più bravi faticano ad adattarsi al ruolo di allenatore. Molto spesso infatti, chi non è adeguatamente formato, confonde il significato di leadership con quello di miglior elemento della squadra. Julio Velasco spiega che il modo migliore per diventare un bravo allenatore è prima di tutto quello di smettere di pensare e comportarsi da giocatore. Cadere nella tentazione del “Faccio prima a fare che a spiegartelo?“ è uno dei più grandi errori che un leader di successo [link] deve evitare. Anche per non rischiare di porsi sullo stesso piano dei giocatori. Un leader è sempre e senza dubbio parte della squadra, ma il suo ruolo deve essere diverso.

 

Negli errori dobbiamo cercare il motivo, non il colpevole    

Scaricare la responsabilità è una scorciatoia indegna di un vero leader, così come attribuire le colpe senza fare una analisi corretta. Invece un buon leader deve essere in grado di trasformare anche la peggiore sconfitta in una buona occasione di crescita e progresso.

 

Per costruire una squadra bisogna stabilire i ruoli

Esattamente come nello sport, il rispetto dei ruoli è fondamentale, anche quando le cose vanno bene. Se una squadra vince grazie alle iniziative di un singolo, passerà la linea secondo la quale ciascuno può agire come preferisce. Che può portare a qualche risultato , ma sicuramente non alla costruzione di una squadra vincente [link]. Un team infatti non può vivere esclusivamente delle iniziative dei singoli prive di coordinamento. Il compito di un leader è quello di assegnare i ruoli, gestire la squadra e fare in modo di trovare a ciascun membro il ruolo in cui può esprimere al meglio il suo potenziale.

Assegnare ruoli permette anche di evitare conflitti e stabilire le responsabilità in modo più strutturanto.

 

Quando si tenta, bisogna festeggiare anche gli errori, come con i bambini

Sappiamo che uno degli strumenti educativi migliori per i più piccoli è quello di festeggiare anche gli errori. Perché i tentativi sono importanti, e denotano una volontà di arrivare che deve essere premiata, anche quando non è coronata da successo. Quello che non tutti sanno è che funziona perfettamente anche con le persone adulte, nelle aziende e nelle realtà produttive. I tentativi devono essere premiati, anche quando non sono coronati da successo, perché contribuiscono al progresso.

 

Non accettiamo risposte date per assecondarci

Quando ci viene data una risposta, assicuriamoci che non resti vera solo a parole, ma che a queste seguano i fatti.

 

Le persone hanno bisogno che le loro capacità vengano riconosciute. Impariamo a dire “bravo” spesso

I complimenti sono uno strumento potentissimo: migliorano il morale, aiutano a crescere e in generale fanno bene al morale delle persone. Non rinunciamo a complimentarci quando se ne presenta l’occasione.

 

Ogni tanto il bravo leader deve spingere i suoi oltre i limiti.

L’unico modo per saper se sappiamo davvero nuotare è avere qualcuno che ci spinge in piscina. Il compito di un vero leader deve essere anche quello di capire quando un membro della squadra è pronto per ricevere una spinta.
Far uscire le persone dalla loro zona di comfort e spingerle oltre il limite è uno dei principali dover di un leader che voglia far crescere la sua squadra con successo.

 

Chiediamo perché ai nostri collaboratori ogni volta che ne abbiamo occasione.

Molto spesso i conflitti e le incomprensioni nascono dalla poca conoscenza, delle persone o dei fatti. Chiediamo sempre la ragione delle cose, e preferiamo una risposta poco piacevole al silenzio. Le incompresioni sono uno degli elementi più destabilizzanti di una squadra. Conoscere i nostri collaboratori ci permetterà, per esempio, anche di sapere perché alcuni prediligono alcune attività, o non si trovano a loro agio con altre. Conoscere i nostri collaboratori anche come persone ci permetterà di ottenere il meglio da ciascuno di loro.

 

Tranquillità e rischio non sono conciliabili

Per inseguire un sogno bisogna rischiare. Lo stesso Julio Velasco racconta di come l’inizio della sua carriera si sia basato proprio su un rischio. Per poter allenare ha lasciato tutto e ha preso i suoi rischi. La stessa scelta spetta a chiunque abbia un progetto. Si può decidere di rimanere tranquilli in un ambiente relativamente protetto, oppure raccogliere il coraggio e dare seguito ai progetti.

 

Chi vince festeggia, chi perde spiega

Una delle frasi caratteristiche di Julio Velasco, che spiega molto bene la sua filosofia. Una sconfitta non è mai piacevole, eppure la si può affrontare in modo costruttivo. Spiegando, e soprattutto spiegandosi, le ragioni che ci hanno portato all’insuccesso.

 

Iscriviti alla nostra Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti sei iscritto con successo!

Pin It on Pinterest

Share This