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La leadership richiede di saper fare molte cose, ma anche sapere quali evitare. Ecco alcune cose che un manager non deve mai fare per conservare la propria leadership.

 

A diversi manager manca la preparazione tecnica necessaria per gestire le persone. Ma questo non è un problema: le tecniche, e le strategie si imparano. Quello che è più importante è che, sfortunatamente, molti manager non sono leader. Mancano, cioè, di valori, sensibilità e soft skill in genere necessarie per gestire con successo un gruppo di persone. Ben consapevoli che imparare questo tipo di qualità è più difficile che imparare una buona tecnica di coaching, proviamo a proporre alcuni degli errori che un buon manager non dovrebbe mai fare.

 

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Dimenticarsi di conoscere i collaboratori come persone

Può sembrare banale ma, in particolare nelle grandi strutture, è fin troppo facile perdere di vista l’aspetto umano. Conoscere i collaboratori non significa essere costretti a socializzare o legare con le persone (anche se in molti casi aiuta). Ma conoscere le specificità delle persone della nostra squadra ci aiuterà a ottenere il meglio da ciascuno.

 

Non dare direttive e istruzioni chiare

Se un gruppo di lavoro si trasforma in un incubo kafkiano o in un agglomerato umano caotico, il 90% della colpa è del leader. Un buon manager deve avere le idee chiare e trasmetterle con la stessa chiarezza, sia per quanto riguarda gli obiettivi, sia per quanto riguarda regole, procedure e compiti. Senza la giusta efficienza, un team non sarà mai vincente.

 

Chiedere consigli quando si ha già presa una decisione

Inutile perdersi in giro di parole. Questo atteggiamento è una presa in giro senza mezzi termini. Ascoltare i collaboratori perché c’è scritto in un manuale del 2002, ma senza dare il giusto peso a quello che sentiamo è peggio che non domandare affatto. Certo ci sono decisioni che spettano esclusivamente al manager, ed è giusto che si prendano in autonomia.Ma se si sceglie di condividerla con la squadra, la condivisione deve essere reale.

 

Non dare feedback

Una sola cosa è peggio di un leader iper critico: un leader che non da riscontri sulle attività. Prima di tutto, porterà i nostri collaboratori a sottovalutare la nostra autorità. Poi, in assenza delle nostre direttive, il gruppo deciderà in modo autonomo (o non deciderà affatto). E recriminare i risultati in occasione dei report semestrali aggiungerà solo la commedia al dramma.

 

Non avere tempo per il team (e rendersi inaccessibili)

Un leader con la porta chiusa è un leader assente. Se non abbiamo mai tempo per la squadra è anche quando siamo fisicamente presenti diamo a intendere di avere di meglio a cui pensare o da fare, stiamo facendo un pessimo lavoro. Ascoltare le persone, le loro idee e i feedback è il modo più semplice per migliorare il nostro team. Vale anche per l’attenzione parziale. Quando siamo con il team non rispondiamo a chiamate è messaggi, e non guardiamo gli schermi. Ancora prima che una elementare norma di educazione, è una questione di efficienza.

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