Four S.r.l. ha stretto una partnership con la Fondazione Asso.safe, che ha lo scopo della promozione, istruzione e divulgazione delle conoscenze in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per inaugurare questa sinergia, abbiamo scritto un articolo sulla rivista Punto di vista. Il tema è quello, a noi caro, dei condomini cardioprotetti. Qui trovate un’immagine dell’articolo (sotto la trascrizione completa).

Qui potete scaricare il PDF dell’articolo:
Condomini_cardioprotetti_Four_Assosafe_PuntodiVista

Condomini cardioprotetti: ecco perché serve un defibrillatore in ogni casa

In Italia ogni anno muoiono 150 persone all’anno per incendi: la legge prevede che ci siano estintori ovunque e libertà del loro uso. Sempre in Italia, invece, 73.000 persone all’anno (200 al giorno, uno ogni 7 minuti) muoiono per arresto cardiaco, ma la legge non prevede nulla, se non per le società sportive (Decreto Balduzzi: legge promossa in conseguenza del decesso del calciatore Morosini in campo). L’80% di queste vittime muore in casa, il resto in azienda, solo lo 0,7% (zero-virgola-sette-per-cento!) per strada o sui campi di calcio.
In Italia, in caso di arresto cardiaco, con intervento dell’ambulanza che avviene solitamene entro 8/10 minuti dal fatto, meno dell’1% delle persone sopravvive senza danni celebrali. Una persona colpita da arresto cardiaco perde i sensi nel giro di pochi secondi e presenta un’assenza di polso. Il tempo per intervenire è quindi strettissimo, le percentuali di sopravvivenza diminuiscono del 7-10% ogni minuto che passa, se non si interviene con una rianimazione cardio polmonare e l’utilizzo del defibrillatore. Ma un modo di intervenire efficacemente, salvando delle vite, c’è: se ho defibrillatori diffusi capillarmente nelle case e sui posti di lavoro (non nelle piazze come spesso si vede…) e persone preparate per usarli, come avviene per esempio nella citta statunitense di Seattle, si possono concretamente salvare migliaia, se non decine di migliaia di vite ogni anno: la percentuale di sopravvissuti senza danni di alcun genere sale al 75%! Anche perché l’85% degli arresti cardiaci è defibrillabile, ovvero risolvibile con impulsi elettrici verso il cuore, in modo da ristabilire il corretto battito cardiaco. A patto, come visto, di intervenire nei primi quattro minuti, soprattutto se l’arresto avviene nella propria abitazione.
Per questo l’importanza di avere un defibrillatore disponibile su tutti i posti di lavoro, ma soprattutto nei condomini, diventa fondamentale. Del resto, rispetto all’estintore, i nuovi defibrillatori sono chiamati DAE perché sono semiautomatici. Il modello 3100 della casa giapponese Nihon Kohden è praticamente un elettrodomestico che fa tutto da sé: lo accendi, parla, decide se la scarica serve dopo un’analisi del ritmo cardiaco (della durata di solo otto secondi) e, infine, ti dice esattamente che cosa devi fare (anche in caso di intervento sui bambini, il dae 3100 prevede una modalità pediatrica). Ne consegue che non esistano responsabilità del soccorritore, ma che soprattutto il defibrillatore possa essere utilizzato da personale non medico, formato con un corso che dura cinque ore (chiamato BLSD: Basic Life Support & Defibrillation).
È una sfida anche culturale: dobbiamo combattere per avere il defibrillatore di condominio, un elettrodomestico indispensabile in ogni casa.

Per chiedere informazioni sul nostro progetto condominio cardioprotetto, scrivici a segreteria@four.srl

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