Buone ragioni per un defibrillatore in azienda

Buone ragioni per un defibrillatore in azienda

Avere un defibrillatore anche sul posto di lavoro tutela, tutti: dal datore di lavoro ai collaboratori.

Un orientamento giurisprudenziale evidenzia che “anche il decesso avvenuto per infarto cardiaco «può» assurgere al rango di infortunio sul lavoro quando insorge sul luogo di lavoro ed in correlazione con il compito svolto“.

Esistono inoltre dei fattori di “rischio” connessi alla attività lavorativa, che possono aggravare la malattia cardiovascolare:

  • Contatto con alcune sostanze ( come il monossido di carbonio e il piombo )
  • L’asfissia da inalazione di gas tossici
  • Le condizioni lavorative stressanti
  • L’esposizione al caldo o al freddo estremi
  • Lo sforzo fisico eccessivo
  • L’elettrocuzione che porta alla fibrillazione ventricolare e quindi l’arresto cardiaco
  • Una forza lavoro che invecchia

 

Si tratta in definitiva di considerare il defibrillatore in azienda come una tecnica di gestione del rischio, alla stregua di una polizza assicurativa.

Sovente non ci soffermiamo sui rischi connessi alla improvvisa perdita di un collaboratore:

  • Quali difficoltà potrebbe comportare in azienda la perdita di un dipendente con alto livello di esperienza e professionalità ?
  • In che modo potrebbe essere percepita in azienda, la perdita di un dipendente a causa di un arresto cardiaco, sapendo che con un dispositivo dal costo equivalente di un elettrodomestico si sarebbe potuto salvare ?

 

La tecnologia nella defibrillazione esterna ha fatto passi da gigante, rendendo il defibrillatore effettivamente un elettrodomestico: questo significa che la responsabilità implicata nell’acquisto di un defibrillatore è…nessuna !!!

  • Resta l’obbligo di mantenerlo sempre efficiente, pronto all’uso come gli estintori, quindi con batterie con carica a sufficienza ed elettrodi non scaduti.
  • Il defibrillatore deve essere facilmente accessibile (quindi mai chiuso sotto chiave)
  • Il DAE deve essere ben segnalato con la specifica cartellonistica.
  • Laddove il DAE non sia dotato di dispositivo per il controllo in remoto, deve essere nominato un incaricato addetto alla verifica del funzionamento.
  • Il defibrillatore deve essere denunciato alla centrale del 118 con apposita modulistica regionale.

 

Concludendo, se non si interviene in modo repentino su un arresto cardiaco con le manovre RCP e un DAE, la più grandi responsabilità non saranno legali ma quelle verso se stessi, con la propria coscienza, per non aver tentato il tutto e per tutto !